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L’artigianato

Ottobre 26th, 2006 by Aspromonte

L’artigianato 
In Aspromonte è presente un ricco artigianato, la cui diffusione si spiega con il forte attaccamento della popolazione alle tradizioni della propria terra.
Il materiale più utilizzato è il legno, usato per fabbricare oggetti di uso agricolo e pastorale (cucchiai, stampi, …) ma anche strumenti musicali, come tamburelli e zampogne dette “ciaramelle”. Con il legno, quello della radice dell’erica arborea calabrese, sono realizzate le pipe, tra i prodotti artigianali più caratteristici.
Diffusa, soprattutto a Gerace, la produzione di pizzi e merletti, realizzati all’uncinetto ed al tombolo. Gerace è nota anche per i prodotti in ceramica (fischietti, anfore, pigne, annaffiatoi, …), alcuni molto ricercati dai turisti.
Meno diffusa è la tradizionale produzione di ceste e contenitori per usi diversi, realizzati intrecciando a mano il vimine del castagno e della paglia.
Nei paesi dell’area grecanica, in particolare a Samo, sono prodotte le “pezzare”, stoffe variopinte realizzate al telaio, fatte da piccole strisce ricavate tagliando vecchi abiti in disuso. Sono, inoltre, prodotte, particolari e molto resistenti coperte di ginestra.
 
I prodotti tipici agroalimentari 
I prodotti alimentari dell’Aspromonte sono di tipica tradizione pastorale e contadina: il friabile pane di grano cotto nel forno a legna; il capocollo, salume ricavato dalla spalla o dal lombo del suino; i fagioli “pappaluni”; le patate d’Aspromonte; tra i formaggi, i caprini della Limina, la ricotta affumicata, il canestraio; il torrone ripieno di mandorle; il miele; l’olio extravergine d’oliva; il vino greco passito che si produce in una piccola zona del comune di Gerace, fuori dall’area della DOC Greco di Bianco. 
Tradizionali della cucina locale sono “i maccaruni ‘e casa”, maccheroni fatti a mano arrotolando un pezzetto di pasta attorno a un giunco oppure a un ferro da calza, conditi di solito con ragù di maiale e manzo o di capra. Ma anche lo stoccafisso, il “pesce che arriva dove il mare non c’è”, caratteristico delle zone di Mammola e Cittanova, dove hanno luogo delle vere e proprie “sagre dello stocco”.
Non si può parlare di questa parte della Calabria senza citare la produzione di bergamotto, la cui fama è legata all’invenzione, nel 1704, della prima acqua di colonia a base di essenza di bergamotto, opera di un profumiere piemontese emigrato in Germania, a Colonia. In seguito allo sviluppo della industria profumiera e alla grande richiesta di essenza, le coltivazioni si estesero: nel 1830, nella zona di Melito Porto Salvo, i grandi proprietari terrieri dell’epoca realizzarono i primi impianti industriali di trasformazione. La maggioranza del prodotto attualmente è esportato sotto forma di olio essenziale all’estero, in particolare in Francia, per essere utilizzato dalle case cosmetiche e farmaceutiche.
Da citare, infine, la straordinaria presenza nelle faggete dell’Aspromonte di varie qualità di funghi (porcini, pineroli, rositi, …).


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